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mercoledì, maggio 07, 2008

Monumenti - Santuario dei Lattani




Il monumento più noto ai forestieri e più caro ai locali è il Santuario di Maria SS. dei Lattani.

L’intero complesso comprende la Chiesa, il Romitaggio di San Bernardino, il Chiostro, il Convento e il Cortile.



La tradizione vuole che la Sacra Immagine della Madonna sia stata scoperta all’interno di una grotta da un pastorello intento a sorvegliare il suo gregge di capre.



Il rinvenimento avviene intorno agli anni 1429-1430 d.c. .La notizia si diffonde rapidamente anche fuori del territorio di Roccamonfina e attira tante schiere di pellegrini da indurre San Bernardino da Siena e San Giacomo della Marca a fare una breve sosta sul Monte Lattani.

I due frati si adoperano perché sia costruito un tempio per ospitare adeguatamente la statua.

Con il generoso contributo dei Roccani si costruisce la prima cappella, successivamente ampliata ed inglobata in una chiesa romanica(1430) che, a sua volta, diventerà parte della chiesa definitiva in stile gotico, portata a termine tra il 1448 e il 1507 d.c. e restaurata tra il 1962 e il 1966.

La chiesa è preceduta da una maestosa scalinata in pietra locale, da un pronao in stile gotico ove è possibile ammirare un robusto portale in legno di castagno datato 1507 d.c.

L’ interno è costruito da una sola navata con volte a crociera, sorrette da eleganti pilastri e con finestre archiacute che lasciano filtrare una delicata luca.

Di notevole fascino è il chiostro rettangolare, annesso alla Chiesa, chiuso da colonne di forma diversa che sorreggono una parte del dormitorio dei frati francescani.

Molto interessanti sono i dipinti che adornano le volte e le pareti eseguiti da Padre Tommaso di Nola (NA) tra il 1630 e il 1637 d.c. .


Il cortile racchiude la (fontana della Madonna). L’acqua sorgiva scorre in una magnifica vasca in pietra, artisticamente lavorata risalente al 1400 d.c. .Sul lato opposto una lunga ringhiera consente di godere un vasto panorama sulla pianura sottostante.

Sul lato sinistro entrando nel cortile si ammira il famoso Romitaggio di San Bernardino costruito probabilmente prima della cappella, diventata poi la basilica della Vergine, per accogliere i pellegrini, è rimasto quasi identico nel suo impianto originario.Da osservare la bellissima finestra ornata superiormente da una “rosa a traforo” in pietra basaltica.

Sul lato sinistro del pronao della chiesa trovasi l’accesso alla grotta ove per la tradizione sia stata trovata la statua della SS. Madonna.

tratto da opuscolo "guida turistica" - foto Emanuele Petteruti www.roccamonfina.net

sabato, settembre 17, 2005

Un po di storia...




Leggenda vuole Roccamonfina fondata dall'imperatore romano Decio, rifugiatosi in queste terre per inseguire la sua amata Fina, in onore della quale avrebbe fatto costruire, nel 250 d. C. una Rocca, cioe' la "Rocca Mea Fina" . La coincidenza di date fra leggenda e tradizione, il conforto di studi storici,archeologici e numismatici avvalorano l'ipotesi che Roccamonfina sia nata intorno al III sec. D. C. per una naturale fusione di genti autoctone di origine aurunca con altre di origine romane, fuggite per sottrarsi alle persecuzioni contro i cristiani.

Significativo e' il periodo di dominazione angioina (1272-1432) perche' Roccamonfina assume importanza commerciale di rilievo, a seguito della istituzione di un mercato settimanale (1352) ancora oggi in vigore e di una fiera annuale, poi decaduta e per interesse di Goffredo Marzano, signore di Roccamonfina, Grande Ammiraglio e fedele Consigliere presso la corte Angioina a Napoli. Suo ulteriore merito e' la costruzione del castello con recinto fortificato, munito di otto torri d'avvistamento e di difesa, alcune ancora oggi esistenti. Dopo alterne fortune, nel 1618 Roccamonfina diventa possedimento di Elena Aldobrandini (nipote di Clemente VIII ) che ama molto questo luogo e compie numerosi abbellimenti. Nel secolo seguente, impostisi i Borbone sul Regno di Napoli, Roccamonfina viene dichiarata "Terra Regia" (speciale concessione che consente di scegliere in seduta pubblica i propri sindaci), privilegio che conservero' fino all'abollizione del feudalesimo (1806), per volonta' di Giuseppe Bonaparte.

Testo tratto dall'opuscolo di distribuzione gratuita dell'assessorato al turismo Comune di Roccamonfina Posted by Picasa